Veleni in Procura, «secretati» gli atti della delibera del Csm

Riguardano il procedimento disciplinare scaturito dalla richiesta di trasferimento cautelare per incompatibilità ambientale chiesto il mese scorso dal ministro della Giustizia, Paola Severino, nei confronti del capo della Procura, Ugo Rossi, e del sostituto procuratore Maurizio Musco

SIRACUSA. Sono stati «secretati», in attesa della notifica per vie ufficiali alle parti in causa, gli atti relativi alla delibera del Consiglio superiore della magistratura nell’ambito del procedimento disciplinare scaturito dalla richiesta di trasferimento cautelare per incompatibilità ambientale chiesto il mese scorso dal ministro della Giustizia, Paola Severino, nei confronti del capo della Procura, Ugo Rossi, e del sostituto procuratore Maurizio Musco. Mentre attendono di conoscere l’esito della camera di consiglio i due magistrati oggi tornano a Roma davanti al Csm con un’altra udienza, questa volta relativa alla richiesta di trasferimento legata all’indagine condotta dai sei ispettori, quattro dei quali sono magistrati, inviati nei mesi scorsi dal ministero a palazzo di giustizia. Questi ultimi, la cui relazione è stata depositata lo scorso luglio, hanno passato al setaccio una voluminosa documentazione relativa a Rossi e Musco e hanno portato via fotocopie di atti e documenti effettuando verifiche incrociate che coinvolgerebbero, secondo alcune forti indiscrezioni, anche alcuni penalisti che hanno assunto nel tempo, ed in diverse circostanze legate ad indagini, il ruolo di difensori di imputati oppure patrocinatori di parti offese. Si tratta di due procedimenti distinti anche se nella sostanza portano alla medesima conclusione, ovvero, qualora dovesse trovare fondamento l’ipotesi a supporto della richiesta del Guardasigilli, al trasferimento dei due magistrati oppure, in caso contrario, all’archiviazione della vicenda balzata alla ribalta della cronaca come il caso dei «veleni in Procura» con la pubblicazione di un dossier sulla presunta conduzione di inchieste che hanno visto coinvolti familiari e persone legate ai magistrati stessi ed in cui erano in gioco interessi patrimoniali.

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